|
17/10/2006
Miami Vice di Michael Mann (Usa, 2006)

Belle donne, palme, Ferrari, motoscafi. Miami Vice? Si, ma non sono più gli anni '80, la globalizzazione ha portato insicurezza e l'edonismo ha ceduto il posto a un po' di cinismo.
Mann, unico regista di action 'cool' a non avere gli occhi mandorla, prende in mano un giocattolo che già conosceva (fu produttore esecutivo della serie tv tra l'84 e l'89) e lo rigira come un calzino. Rimangono, come si diceva, gli attributi della serie, ma sono attributi di facciata e la fotografia digitale, cupa e a grana grossa, sta lì a dirti che i luccicanti anni '80 sono passati da un pezzo.
Ed ecco che, come per magia, Sonny e Rico da spacconi sorridenti si trasformano in due cavalieri inattuali, infallibili e indistruttibili. In un mondo sporco, violento e sommerso da tonnellate di coca che spia, si spia ed è spiato. Il 2006, insomma.
Da vedere, pur sapendo che si è lontani dall'equilibrio di Collateral. Perché Mann, ogni tanto, qui tende a strafare, e ci si chiede se la discontinuità di grana fotografica e la macchina 'traballante' non siano difetti, piuttosto che scelte di stile. Gong Li è sensuale come non mai, Colin Farrel è lurido e piacione, Jamie Foxx è bravo e sembra un black panter. Se cercate un film d'azione potete già prenotare biglietto e pop-corn.
|