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18/07/2006
Memories of Murder di Joon-ho Bong (South Korea, 2003)

Corea del Sud, 1986. In uno sperduto paesino di campagna c'è un assasino che massacra giovani donne, dopo averle brutalmente stuprate. Un serial killer in piena regola, che mette in difficoltà gli ingenui, e maneschi, poliziotti di campagna che devono prenderlo. Da Seoul arriverà un agente speciale, incaricato di aiutare la polizia locale nella ricerca del killer.
Ispirato a un fatto realmente accaduto in Corea del Sud, in piena dittatura militare, Memories of Murder è una delle più interessanti riletture sul tema del serial killer che sia arrivata sugli schermi negli ultimi anni. Merito di una regia raffinatissima, un parco attori invidiabile e una sceneggaitura robusta. Ma, soprattutto, merito di un regista capace, come molti suoi connazionali (non tutti), di cambiare registro con leggerezza, passando dalla commedia, al dramma, all'horror, al thriller, con eleganza rara.
Forse è banale ripeterlo, ma non fa mai male: è proprio per questo che il cinema koreano sta, giustamente, risalendo la china dell'isolamento, incassando le lodi di critica e pubblico. Proprio per questa sua capacità di essere meticcio con naturalezza, mescolando commmedia e dramma senza risultare ridicolo. Anzi.
Memories of Murder è proprio questo: un film da vedere, rivedere e far vedere, a chi vi dice che siete vittime solo di una moda passegera.
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