|
01/07/2006
Marebito di Takashi Shimizu (Jap, 2004)

Un cameraman, ossessionato dalla rappresentazione del terrore, finisce quasi per caso nei sotterranei di Tokyo. Imbattutosi i una bellissima ragazza, nuda e in catene, decide di liberarla e di portarla nel suo appartamento. Ma al di là dell'aspetto la ragazza, che l'uomo chiama F., ha ben poco di umano e sembra potersi nutrire solo di sangue.
Shimizu che non (ri)gira l'ennesimo Ju-on è un evento, di per sé. Abbandonate, per una volta, case infestate e spettri vendicativo-ricorsivi, il regista giapponese si confronta con una storia strana e visionaria, che mescola fantasy e horror procedendo al ritmo lento che sempre scandisce i suoi film. Il cinema di Shimizu, però, non possiede la potenza visiva e disturbante di quello di Tsukamoto, perfetto nel ruolo del cameraman allucinato e alienato. Il risultato, quindi, è un film affascinante, d'atmosfera, ma che non riesce a colpire a fondo l'immaginario dello spettatore, anche perché tutto sa un po' di già visto. Un'opera riflessiva, stralunata, visionaria, come lo sguardo della telecamera del protagonista. Per fan di Tsukamoto. Il dvd lo trovate in Italia a 7,9 euro.
|