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30/06/2005
La foresta dei pugnali volanti di Zhang Yimou (Cina/HK, 2004)

Zhang Yimou ci riprova. Dopo averci illuso per anni, spacciandosi per regista di nicchia, torna sul luogo del misfatto: il wuxiapian, genere popolare per eccellenza. Il misfatto, ce lo ricordiamo tutti, era stato Hero. Film splendidamente confezionato, magnificamente fotografato, ma freddo e gravato dal peso di una retorica reazionario-comunista parecchio irritante.
La foresta dei pugnali volanti, per fortuna, non condivide i difetti della precedente prova di Yimou nel cappa e spada in salsa hongkonghese. Il regista di Lanterne rosse, infatti, confeziona una storia d'amore e gelosie che si intreccia in un complesso ordito di tradimenti e menzogne. E la confeziona con un cura per la messinscena, i dettagli e la fotografia piacevolmente minuziosa.
Una cosa è certa: siamo lontani dalla spettacolarità della rilettura del wuxia di Hero, e ancor di più da quella fatta da Ang Lee nel fantastico La tigre e il dragone. Nonostante questo il film funziona. Azzeccate un paio di scene (quella tra i bambù in particolare), bellissima Zhang Ziyi, notevoli Lau e Kaneshiro. Godibile. Voci (confermate?) dicono che Yimou non farà un terzo wuxia. Peccato.
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