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18/06/2005
La moustache di Emmanuel Carrère (Francia, 2005)

Un uomo decide di tagliarsi i baffi che ha tenuto per dieci anni, ma nessuno sembra accorgersene. Anzi: tutti sostengono che egli non li abbia mai portati. Da quel momento in poi l'uomo crollerà in una spirale di paranoia, assistendo alla dissoluzione della sua vita senza poter far nulla...
Un po' Gogol, un po' Kafka. Il primo film di Emmanuel Carrère, talentuoso scrittore francese, è l'adattamento di un suo surreale romanzo del 1986. La storia di Marc, che lentamente sprofonda nella paranoia più cupa, è un viaggio inquietante che si snoda tra Parigi e Hong Kong. Bravissomo Vincent Lindon, alienato protagonista dagli occhi sgranati, che scopre lentamente che il suo passato non esiste nella mente degli altri. Il film lascia aperti molti interrogativi, e regala allo spettatore un senso di vaga inquietudine che rimane anche fuori dalla sala.
Interessante, che se rimane la sensazione che Carrère avrebbe dovuto osare di più nel mettere su schermo il suo romanzo.
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