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15/06/2005
The Bow di Kim Ki-duk (Sud Corea, 2005)
L'ultimo lavoro di Kim non mi è piaciuto. E non mi è piaciuto per quelle ragioni che altri cinebloggers citano tra le "facili accuse" al film, quando invece ne sono gli evidenti difetti.
Kim continua la sua esplorazione dell'amore violento, in tutte le sue forme, anche le più innaturali. Un vecchio ossessionato da una ragazzina, che ha cresciuto come una figlia, desideroso di sposarla e possederla. Nessuno scandalo, per carità. La leggerenza e l'eleganza di Kim la conoscono tutti i suoi spettatori, appassionati e non. La questione è un altra.
Man mano che il film si avvia alla conclusione Kim spinge metafore, lirismo, astrazione e simbolismi a dei livelli francamente imbarazzanti. Non voglio abbandonarmi a spoiler, la visione vi chiarirà cosa intendo. Personalmente, pur avendo adorato Ferro 3, trovo che The Bow sia un passo indietro rispetto a quel lavoro, pur proseguendo la stessa tendenza astrattiva. Lasciare in silenzio i propri protagonisti per tutto il film non basta. Diverso era il silenzio di Ferro 3, in cui quel "Ti amo" esplodeva letteralmente, nello struggente abbraccio a tre del finale. Nessuna via di mezzo: The Bow lo amerete o non vi piacerà affatto, date le aspettative (altissime) verso il regista coreano più distribuito in Italia.
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