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04/03/2005
Hong Kong Express di Kar Wai Wong (HK, 1994)

Due racconti di solitudini e amori perduti. Due poliziotti di Hong Kong circondati da donne che li desiderano e altre che li abbandonano. Girato in poco meno di tre mesi, durante una pausa nella lavorazione di Ashes of Time, Hong Kong Express è un film di immagini. Nouvellevaguiano, girato con camera a mano, ralenti e step framing. Un film che si poggia sul solito, solido, lavoro sulla fotografia di Christopher Doyle. Premio a Cannes per la miglior regia (1994) è il film che consacra definitivamente Wong in Europa. Come al solito un eccezionale Tony Leung, anche qui preda di amori, solitudini e disillusioni, e una bellissima Faye Wong, semplicemente adorabile. Splendida la leggerezza con cui si scontrano le due storie, senza che lo spettatore abbia il tempo di rendersi conto della casualità degli eventi. I temi sono già quelli del Wong a venire: gli amori che non si dimenticano, l'ossessione, la solitudine. Sullo sfondo una bellissima Hong Kong: caotica, colorata, popolata dai reietti del mondo. Unica pecca, forse, uno stile ancora poco raffinato e più grezzo (rispetto a quello del Wong più recente). Ma forse è proprio uno dei tratti più affascinanti del film. Piccola curiosità: a quanto pare il fast-food dove si incontrano i personaggi esiste sul serio, quindi ho già un posto da visitare al mio primo viaggio a Hong Kong. Rintracciabile in una iper economica edizione su DVD.
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