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11/12/2004
Gendai yakuza: hito-kiri yota aka Modern Yakuza: Outlaw Killer di Kinji Fukusaku (Giappone, 1972)
 Un teppista fuorioso ci racconta la sua storia. Dall'infanzia in strada al riformatorio, sino al carcere. Uscito dal carcere troverà una città diversa, pronta a essere investita nuovamente dalla sua furia. Entrato in un clan yakuza malvolentieri si ribellerà a tutto e tutti in un vortice di furia.
Sono due le ragioni per cui questo film è essenziale nella storia del cinema giapponese. La prima è storica. Gendai yakuza è il film che inaugura la stagione dei jitsuroku eiga, i film di yakuza "realistici", iperviolenti ed eccessivi che proliferarono negli anni '70. La seconda è l'indubbio merito della pellicola. Fukusaku prende uno spunto narrativo tra i più banali del cinema yakuza (il criminale che esce di prigione e scopre che tutto è cambiato) e sconvolge totalmente le carte in tavola. Il regista, infatti, è poco interessato agli yakuza, che nel film assomigliano ad annoiaiti impiegati in doppio petto, e si concentra su un gruppo di giovani sbandati capeggiati da uno straordinario Bunta Sugawara (appena diventato il mio attore preferito). Gendai yakuza è soprattutto il ritratto di un fuorilegge furioso e inarrestabile, nichilista fino alle estreme conseguenze. Il personaggio tracciato da Sugawara è affascinante. Un fuorilegge incontenibile, inarrestabile. Pura furia che si abbatte contro tutto e tutti. Incapace di placarsi (diventato yakuza rimpiangerà la vita di strada), scatenerà una sanguinosa guerra fra bande. Da segnalare infine la presenza della bellissima Mayumi Nagisa, prostituta selvaggia e masochista pronta a seguire il suo uomo fino alla fine.
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