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16/09/2004
Uzumaki di Higuchinsky (Giappone 2000)
In un piccolo paesino di campagna cominciano a verificarsi strani episodi: suicidi inspiegabili, mutazioni inquietanti, incidenti mortali. Tutto sembra iniziare dalla strana passione di un uomo (il bravissimo Ren Osugi) per le spirali. Ben presto i presagi nefasti si trasformeranno in qualcosa di peggio...
Iconograficamente ridontante (spirali ovunque, anche sui paesaggi...). Manghesco (non a caso, visto che è tratto da un opera di Junji Itô). Spaesante (angoli di ripresa improbabili, movimenti di macchina circolari, abbondante uso del grandangolare). Uzumaki è un prodotto bizzarro e, per questo, possiede un fascino particolare. Un horror psichedelico e ipnotico, con un taglio da manga capace di suscitare spesso ilarità nello spettatore. Adolescenziale quanto basta per essere divertente, con un paio di immagini davvero memorabili (gli studenti-lumaca che strisciano sulla facciata della scuola), e con una cura maniacale per i dettagli (la stanza delle spirali dove si rinchiude il padre di Shuichi è perfetta). Il regista (vero nome Akihiro Higuchi) viene dal mondo dei videoclip, e si vede. Se ne subisce il fascino qualche tempo dopo la visione. Forse un film troppo giapponese per piacere a tutti.
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