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13/05/2004
Electric Dragon 80000 volts di Sogo Ishii (Giappone 2001)

Due espressioni mi infastidiscono quando si parla di cinema, perché ampiamente abusate. La prima è “talento visionario”, la seconda è “delirio visivo”. Bene, detto ciò affermo candidamente che questo film è un delirio visivo in pure stile post-tsukamoto.
Electric Dragon è il racconto allucinato dello scontro di due superfreak: Dragon Eye e Thunderbolt Buddha. Il primo, colpito da bambino da una scarica elettrica di 80000 volts, si è trasformato in un uomo elettrico capace di parlare con i rettili. Il secondo invece, nemesi naturale di Dragon Eye, racchiude in sé l’energia del fulmine e gira per Tokyo con mezza maschera del Buddha sul volto.
Detta così sembra la trama idiota di un manga cyberpunk. E in effetti lo è. Sogo mescola lo Tsukamoto di Tetsuo (1 e 2 soprattutto) al mondo dei manga, realizzando un film semi sperimentale sulla diversità e la violenza ancestrale radicata nell’uomo. E lo fa girando in un bianco e nero pulito ed elegante, con un montaggio clipposo, e alcune trovate narrative esilaranti (gli ideogrammi urlati con enfasi dalla voce narrante che sostituiscono i dialoghi e commentano la storia) Nonostante tutta la frenesia e il fascino di certe trovate resta però l'impressione di guardare il clone elttrico di Tetsuo 2. Peccato...
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