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20/10/2008
WALL•E di Andrew Stanton (USA, 2008)

Risate, lacrime (non solo per le risate) e stupore: tanto stupore, a bocca aperta, come quando si è bambini. E' inutile, al suo nono lungometraggio la Pixar conferma che il suo cammino verso la perfezione è asintotico: ogni lavoro sembra perfetto, quello dopo è anche meglio.
In WALL•E c'è tutto: il cinema con la sua forza primitiva di meraviglia, distopie a metà tra Asimov e Dick, gag irresistibili, una storia d'amore fuori dall'ordinario e una feroce critica alla società contemporanea. Eppure in sala ride il nerd di trent'anni come il bambino di sei. Ed è in questo che sta la grandezza di chi pensa, scrive e realizza film del genere: riuscire a mettere tutti d'accordo.
E quando qualcosa mette tutti d'accordo, critica & pubblico, c'è solo una parola da usare: capolavoro (d'altronde, quale altra usereste voi?).Correte in sala, non c'è molto altro da dire.
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