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18/04/2008
Perfect blue di Satoshi Kon (Jap, 1997)

Mima, una giovane idol giapponese, lascia il mondo della musica per una poco promettente carriera come attrice. Presto le persone che lavorano intorno a lei inizieranno a morire. E lei capirà che qualcuno non ha gradito la scelta.
Di thriller psicologici animati, in circolazione, non ce ne sono molti. E basterebbe la rarità del prodotto per una visione. Ma Perfect blue merita la vostra attenzione al di là di mere questioni accidentali. Perché il primo lungometraggio animato di Satoshi Kon, ispirato da un romanzo di Yoshikazu Takeuchi, è un thriller sapientemente concentrato sul tema del doppio e del successo a tutti i costi.
Dovremmo ringraziare il terremoto, che nel '95 ne impedì la realizzazione in film, se oggi possiamo gustarci (anche in italiano, per i più pigri) una delle opere di animazione giapponese più interessanti del decennio scorso. Kon, al suo esordio, mostra già la sua mano: mescolando sapientemente realtà, sogno, immaginazione e finzione scenica. Molti anni dopo, abbattutta ogni soglia di realismo, l'approdo non potrà che essere il viaggio di Paprika.
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