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19/01/2008
The innocents di Jack Clayton (Usa, 1961)

Una giovane governanate viene spedita in una desolata villa un nobile inglese, tanto dandy quanto egoista. Dovrà accudire i due nipoti dell'uomo, ed essere per loro tutta quello che la famiglia non è stata.
Un dizionario alfabaetico del cinema che non includesse questo film, sotto la P di perturbante, meriterebbe di rimanere a impolverarsi. Perché The Innocents è uno dei capolavori/contenitori del cinema horror. Una ghost-story così perfetta che riesce ancora oggi, a distanza di più di quarant'anni, a dare brividi che molti mediocri filmetti in sala possono solo immaginare.
Un film, soprattutto, (giustamente) saccheggiato iconograficamente da molti registi per la potenza gotico-vittoriana del suo immaginario (uno su tutti: The Others, senza The Innocents, praticamente non sarebbe esistito). Il merito va a Jack Clayton, più conosciuto come il regista del Grande Gatsby, la cui cura per il profilmico è pari a quella per le focali: brevi, soprattutto in interni, per rendere titanici volti spaventati e mani agitate.
Ma forse, invece di girarci tanto attorno, basterebbe dire che il film è tratto da una novella di Henry James, adattata da Truman Capote, per spingere chiunque a fare il piccolo sforzo di guardalo. In Italia venne distribuito col titolo Suspense. E brutalmente tagliuzzato. Deborah Kerr è il perverso sogno erotico di ogni bambino cattivo. Da recuperare. Anche questo.
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