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04/02/2004
21 grammi (21 grams) di Alejandro González Iñárritu
Alla seconda prova dietro la macchina da presa Iñárritu costruisce un film tortuoso e intimistico. Tre vite si incontrano per caso e ne usciranno stravolte. Una donna, un matematico ammalato e un ex criminale redento dalla fede sono legati da fila invisibili che il regista tesse con abilità. Iñárritu spezza in frammenti la continuità temporale dell'intreccio, ricomponendo i pezzi alla rinfusa. La collaborazione dello spettatore è richiesta, se vuole venire a capo di questo intarsio narrativo. Il gioco, fino a un certo punto, è affascinante. E' affascinante scoprire le tessere del puzzle costruito dal regista e rimetterle insieme. Ben presto però l'impressione è che il film sia tutto lì, nel gioco di scomposizione (del regista) e ricomposizione (dello spettatore). Il resto è un melodramma abbastanza scontato e a tratti troppo intimistico. Consigliamo "il ladro di orchidee" di Spike Jonze, per vedere un film che spezza altrettanto drasticamente la continuità dell'intreccio, ma dando molto più cibo alla mente avida dello spettatore.
esposto in prosa arguta da cineblob | | commenti
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