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03/02/2004
In linea con l'assassino (Phone booth, USA 2002) di Joel Schumacher
Un thriller con un gran senso del ritmo, e un'idea tanto antica quanto accattivante: rispettare l'unità aristotelica di tempo, luogo e azione per l'intera durata del film. Phone booth è probabilmente il miglior colpo che la cartuccera di Joel Schumacher abbia mai sparato. Il regista di blockbuster da dimenticare (vedi alla voce Batman & Robin) mette in scena settantasette minuti di tensione pura. La storia e il pretesto sono intriganti nella loro banalità: una cabina telefonica che squilla e un maniaco che aspetta che tu risponda. Il resto è affidato al bravo Colin Farrell, all'eccellente (come sempre) Forest Whitaker e a un montaggio veloce fatto di ralenti, accelerazioni e split-screen. Fotografia fredda e urbana, solarizzazioni, fish-eye e l'intero campionario di trovate registiche che riescano a rendere l'agitazione e la claustrofobia progressiva del protagonista, bloccato in una cabina come un criceto. Schumacher mescola con intelligenza e, a tratti, in modo originale tutti questi ingredienti. Belli i dialoghi (anzi: l'unico ininterrotto dialogo). Peccato solo che scada un po' nel finale. Per il resto Phone booth è un distillato di tensione, imperdibile e coinvolgente come pochi altri.
esposto in prosa arguta da cineblob | | commenti
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