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30/01/2004
Alla ricerca di Nemo (Finding Nemo, USA 2003)
Come i precedenti film della Pixar "Alla ricerca di Nemo" è una piacevole sorpresa. E' una piacevole sorpresa entrare al cinema e uscirne con gli occhi arrossati dopo quasi due ore passate a ridere. Due ore di stupore davanti a esserini dai colori brillanti come la tavolozza ideale di un bambino. Il mondo subaqueo del piccolo pesce pagliaccio è affascinante per la sua semplicità, per i suoi colori, per la sua varietà (proprio come lo era il mondo dei mostri di Monsters&co). I personaggi sono caratterizzati magnificamente ("Ciao Beeello!"), la comicità demenziale è ai suoi massimi livelli, le battute e le citazioni affollano tutto il film. Da "Shining" a "Psycho", passando per "La grande fuga", il mondo digitale creato dalla Pixar regala agli adulti battute e citazioni che non potranno che sfuggire ai più piccoli. Non per questo "Alla ricerca di Nemo" è un film da "grandi". Semplicemente è il film che un qualunque papà cresciuto fra Simpsons e computer graphic vorrebbe vedere con suo figlio. Le creaturine digitali sullo schermo affascinano lo spettatore perché sono essenziali. Essenziali sono le loro forme, i loro colori, il loro carattere, i loro tic. Dietro le difficoltà e le complessità tecniche della realizzazione di un lungometraggio in computergraphic, dietro i misteri del digitale nel cinema, c'è una comicità semplice, basata su gag verbali e fisiche ripetute e stirate fino allo stremo. Una formula vecchia e semplice come il cinema. Ed è proprio questo che piace nei lavori della Pixar. Un'ultima chicca: il vecchio corto che accompagna il film. Nonostante la qualità del 3d appaia oggi datata la comicità è la stessa, così come le risate del pubblico.
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