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16/04/2007
Il labirinto del fauno di Guillermo del Toro (Messico-Spagna-Usa, 2006)

Una favola cupa e dolente, dove l'immaginazione si scontra contro la violenza, insensata e tremenda, della guerra. Ambientato in un'avamposto fascista nella Spagna del '44, Il labirinto del fauno è l'incoronazione della fantasia sulla realtà. Il racconto della fuga in avanti di Ofelia, giovane sognatrice costretta a vivere in un mondo più terribile di qualsiasi mostro cannibale.
L'universo fantastico tracciato da del Toro, popolato da esseri affascinanti quanto antichi, lascia un segno indelebile nell'immaginario dello spettatore. Merito della parsimonia con cui viene concesso agli occhi di chi lo osserva, ma anche dall'indubbio capacità affabulatoria del regista messicano, soprattutto quando si tratta di mettere in scena ciò che non ha cittadinanza nella realtà.
Domina, su tutto, la violenza e il pessimismo di un mondo spietato quanto incomprensibile. Esibita senza sconti sullo schermo. E l'unica via d'uscita sono i sogni di una bambina che versa le sue ultime lacrime.
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