Pranzo di Ferragosto di Gianni Di Gregorio (Italia, 2008)
Un "giovane" cinquantenne, che vive ancora con l'anziana madre, si trasforma suo malgrado in una pluri-badante, proprio nei giorni a cavallo del Ferragosto.
Sceneggiatore e aiuto regista da anni, Gianni Di Gregorio rischiava di rimanere (colpevolmente) semi-ignoto alla gran parte del pubblico cinematografico. Almeno finché non ha tirato fuori dalla sua vita e girato, con l'indispensabile apporto dell'ormai pluripremiato Matteo Garrone, Pranzo di Ferragosto.
Un film piccolo, umile, ma capace di dire dell'Italia di oggi molto più di un trattato di sociologia. La rimozione degli anziani, la monetarizzazione di ogni rapporto sociale, la nuova povertà che ha travolto una classe apparentemente media. C'è tutto questo e anche di più nel film di Di Gregorio, divertentissimo ma anche pervaso da una malinconia profonda. E squisitamente romana. Tutto ciò condito da un cast di adorabili vecchine non professioniste e dal tocco leggero di una messa in scena col gusto del dogma.
Pranzo di Ferragosto è la prova che il cinema italiano può ancora fare critica sociale nascondendosi dietro la rassicurante maschera della commedia. Come facevano i maestri. Come si spera che continuerà a fare, a questo punto, anche Di Gregorio.