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30/07/2008
Il Divo di Paolo Sorrentino (Italia, 2008)

Una lunga cavalcata nella resistibile ascesa di Giulio Andreotti, moloch del potere italiano nei difficili anni a cavallo tra le stragi di mafia e tangentopoli.
Non fidatevi di chi parla male dell'ultimo film di Sorrentino, perché il Divo non è né un documentario mancato, né una fiction grottesca stile bagaglino. La giustamente osannata opera ultima del regista romano è una parabola sul potere perfetta e geometrica, come non se ne vedevano da tanto tempo.
C'è tutto nel Divo: la storia difficile degli ultimi anni dell'Italia della Prima Repubblica, la corruzione come sistema nazionale, Moro, le stragi di mafia, la necessità di accettare il male in nome di un bene più alto. Tutto (giustamente) compresso in poco meno di due ore, ma non per questo meno intenso o significativo.
Sorrentino non ha voluto, per fortuna, fare un documentario su Andreotti. Piuttosto ha preso in prestito l'uomo che più di ogni altro, anche con il suo corpo, ha rappresentato il potere in Italia per parlare dei vizi del Belpaese.
Alla fine nessuno ne esce pulito: capicorrente Dc che si comportanto come pimp, procuratori vanitosi, mafiosi al limite della bestialità. Quello che si salva, e salva, è l'amore intimo e intenso di una coppia anziana: capace di superare ambiguità, accuse e maxi-processi. Sicuramente uno dei migliori film italiani del decennio.
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