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20/05/2007
Dopo il matrimonio di Susanne Bier (Danimarca-Svezia, 2006)

Ammetto una certa delusione. Da un film danese incentrato su famiglia, segreti e malattie mortali ti aspetteresti di più. Soprattutto da chi, come Susanne Bier, ha sottoscritto e messo sullo schermo le pratiche del Dogma.
Purtroppo, invece, Dopo il matrimonio si rivela una versione edulcorata di ciò che ci aspetteremo da un film danese contemporaneo. Il dramma si ferma al momento giusto, i pezzi si ricompongono e un po' si annega nella banalità. Non che sia brutto, anzi. Bier usa con gusto la macchina a mano e quel suo esagerare con i particolari finisce per piacere. Ma non riesco a trovare comunque nessuna ragione per dire che varrebbe la pena vederlo.
06/05/2007
The Taste of Tea (Katsuhito Ishii, Jap 2004)

Un acquarello rarefatto e naif. Il ritratto di una famiglia giapponese sospesa tra il sogno e una realtà che profuma della materia dei sogni.
Il film di Ishii è un piccolo ma prezioso gioiello di cinema pacificatorio e poetico. Un film che scorre placido come la provincia che ritrae, tra adolescenti matti d'amore, bambine tormentate da alter ego giganti e inoffensivi fantasmi-yakuza. Quasi due ore e mezza di immagini sospese nel tempo e nelle spazio, un non racconto policentrico senza inizio né fine. Personaggi adorabili, nella loro semplcità e nel loro spessore. Una fotografia di verdi che brillano e una regia che ama campi lunghi e lascia ad altri i movimenti di macchina.
Arrivò a Cannes nel 2004. In Italia lo fermarono alla frontiera. Peccato.
Consigliato a chi deve fare pace col mondo, ma non sa da dove iniziare.
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