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12/01/2007
Questo è un blog di cinema
Ma le regole sono fatte per essere infrante, scaricate e ascoltate.
04/01/2007
Giù per il tubo di Sam Fell, David Bowers (Usa, 2006)

Roddy, raffinato topo di compagnia londinese, finisce suo malgrado nello scarico del bagno, approdando nelle fogne della metropoli britannica. Qui, tra rane assassine ninja, topi da laboratorio ipertrofici e complotti da fine del mondo, scoprirà cosa vuole veramente dalla vita.
Reduci da un Oscar, che ha premiato il film che è la vetta del loro cinema, le brillanti teste della Aardman ci riprovano, imbarcandosi in un'avventura che, nella premesse, sembra una contraddizione in termini. Realizzare, con la computer grafica, un film che sembri fatto con la plastilina.
Perché? Il desiderio di mettersi alla prova. La difficoltà, leggasi impossibilità, nel realizzare 'a passo uno' un film acquatico. E, soprattutto, le ragioni economiche del caso: costa meno e si fa in meno tempo. Il risultato? Ottimo, se ci fermiamo al punto di vista tecnico. Certo, i puristi sentiranno la mancanza delle impronte sulla plastilina, ma la computer grafica della ben assortita coppia Aardman-Dreamworks (rigorosamente in quest'ordine) mantiene le promesse e non tradisce l'impostazione materica della geniale casa di produzione britannica.
Quello che si perde, invece, è il corrosivo e geniale citazionismo molto british che accompagnava ogni frammento dei precedenti lavori della Aardman. Giù per il tubo è un film, nel bene e nel male, pensato più per il divertimento dei più piccoli che per la risata a denti stretti dei più grandi. Aspettiamo con ansia i prossimi lavori, convinti che il sodalizio creativo Aardman-Dreamworks possa servire da salvadanaio per finanziarie le strampalate, e adorabilmente costose, idee di Nick Park.
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