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28/06/2004

ON TV

Stanotte su rete4, alle 2:55, l'ambiguo "The Million Dollar Hotel" di Wim Wenders.
Film scritto da Bono, leader degli U2, che a me non è piaciuto per niente ("umm'i somigghia pe' nniente...").

Allora perché lo segnalo?
Per due buone ragioni:

1. Al regista di "Lisbon Story" e "Il cielo sopra Berlino" lo dobbiamo
2. E' l film preferito del caro immaginario

Need we say more? ^_^

p.s.
per chi lo regge stanotte va in onda su Raitre, alle 00:30, la seconda parte del fluviale "Out 1: Noli me tangere", di Jacques Rivette. 729 min. di pura Nouvelle Vague.













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25/06/2004

Miiiiiiii! Miike!

L'elegante signore giapponese sulla destra è Miike Takashi (o Takashi Miike, come preferiamo scrivere noi occidentali).
E' uno dei registi più prolifici nella storia del cinema giapponese.
E' uno dei registi preferiti da cineforum di tendenza e bloggers raffinati.
E' uno dei registi su cui si regge la mia tesi di laurea.
E da oggi è un'altro miracolato della distribuzione italiana, visto che il suo "The Call - Non rispondere" (ovviamente questo non è il titolo originale) sta per essere distribuito da noi spinto da una discreta campagna pubblicitaria.
Tenetelo d'occhio. Se è di Miike non è "il solito horror giapponese" ;-)






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22/06/2004

Requiem for a dream di Darren Aronofsky (USA 2000)

La prima domanda da porsi davanti a un film del genere è: perché non è stato distribuito in Italia? La risposta arriva subito dopo: perché al cinema il pubblico non vuole stare male. E scommettere su un film che ti fa stare male è una scelta che i distributori italiani, soprattutto quelli in grado di comprare i diritti di un film statunitense, fanno raramente.
E "Requiem for a dream" è un film che fa stare male. Molto.
La sceneggiatura, tratta dal romanzo di Hubert Selby jr., è un disperato racconto corale sul binomio droga-dipendenza. Sullo schermo si intrecciano senza sosta le vite di quattro personaggi. Harry e Marion, una coppia di tossici di diversa estrazione sociale uniti da un amore fatto di dosi e progetti per il futuro. Tyrone, il migliore amico di Harry, che progetta con quest'ultimo di diventare un pesce grosso nello spaccio a Brooklyn. E infine Sara, la madre di Harry, un'anziana e depressa casalinga ossessionata dagli show televisivi.
Aronovsky trasforma il sofferto romanzo di Selby in un film crudele su qualsiasi tipo di dipendenza. Un film lontano anni luce dalla compiaciuta ironia di "Trainspotting", con il quale condivide tuttavia un certo stile di montaggio. E vicino, semmai, alla spirale disperata e ricorsiva dei "Giorni perduti" di Billy Wilder.
Il montaggio è la prima rivelazione di "Requiem for a dream". Split screen, ralenti, accelerazioni, montaggi per dettagli, dissolvenze in bianco, dissolvenze in nero, montaggi incrociati a ritmo progressivo, ecc... Un intero manuale di pratica del montaggio, con chiare influenze dal linguaggio dei videoclip, trasposto su schermo. Ma nonostante questa saturazione di stili e di tecniche il film funziona. Il linguaggio di immagini spezzate e frenetiche di Aronovsky funziona perché non è fine a se stesso, ma riflette, in quanto forma simbolica, le esistenze spezzate e compulsive dei suoi disperati protagonisti.
Un'ultima osservazione. Anche qui, come è successo ultimamente altrove, la più naturale delle scansioni temporali divide il film in quattro capitoli: Spring, Summer, Autumn, Winter. Ma nelle vite dei personaggi non ci sarà un'altra primavera. Anzi, forse non c'è mai stata.

p.s.
Due note per chiudere:
1. Se vi chiedete dove trovarlo potete andare ad acquistarlo alla Feltrinelli international a 9,90€ (poco, non è vero?). Fatelo.
2. Date uno sguardo al sito ufficiale del film, merita la vostra attenzione...









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21/06/2004

Divorzio all'italiana di Pietro Germi (Italia 1961)

Geniale, grottesco, graffiante. Una delle commedie più intelligentemente critiche verso la morale e i costumi dell'Italia che fu.
Il barone Fefé Cefalù, per poter amare liberamente la cugina sedicenne, spinge la moglie fra le braccia dell'amante, per poi ucciderla invocando, in sua difesa, l'articolo 587 del Codice Penale. Una banale storia di corna e passioni che è vetriolo puro. Vetriolo sputato in faccia alla morale di allora, all'assurdità dell'articolo 587, al binomio amore-matrimonio. La scena finale è l'estrema pugnalata, di una lunga serie, inferta alla sincerità della vita di coppia.
Qualsiasi tentativo odierno di ritrarre la società italiana impallidisce al confronto. Germi è un moralista travestito da immoralista. Mastroianni è eccezionale nel suo ruolo di barone siciliano, che sprofonda nel sottosuolo sociale dello stigma con la determinazione di un personaggio Dostoevskiano.
Una commedia perfetta, a cui si perdona anche la colpa di aver esportato nel mondo una quantità di stereotipi sulla Sicilia (e sull'Italia) che ancora oggi resistono.




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20/06/2004

ON TV

A mezzanotte su La7 il delicato "Il profumo della papaya verde" di Tràn Anh Hùng, coproduzione franco-vietnamita del 1993. Raffinato, forse calligrafico, ma con una splendida Tràn Nù Yén Khé.

Sempre alla stessa ora, su Canale 5, l'"Edipo Re" di Pier Paolo Pasolini.

Avete due videoregistratori in casa? ^_^





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L'anno scorso a Marienbad di Alain Resnais (Francia - Italia, 1961)

Un elegante albergo dell'Europa centrale. Sontuoso, barocco, immenso. Affollato da raffinati avventori, che si intrattengono con giochi e discussioni "che non possano suscitare passioni".
In questo limbo mittleeuropeo un uomo e una donna si (ri)incontrano. Lei dice di non ricordarsi di lui. Lui insiste. E le racconta la loro storia. Alle loro spalle si aggira il cadaverico marito di lei, che intrattiene e sfida gli ospiti dell'albergo a un bizzarro gioco. A cui non può perdere.
Un film complesso. Di maniera, secondo alcuni. Resnais si ispira al nouveau roman e realizza un'opera dove parole e immagini percorrono strade separate e a volte, apparentemente, contraddittorie.
Una narrazione fuori campo ricorsiva, quasi ipnotica, accompagna le immagini iniziali. Le macchina da presa sembra galleggiare mentre si alternano sullo schermo gli stucchi, i marmi e i lampadari dell'albergo. Resnais costruisce uno spazio metafisico e onirico. L'albergo, con il suo immenso giardino alla francese, è un ambiente impermeabile all'esterno. Sospeso e impalpabile, come le ombre nel giardino in una delle inquadrature più belle del film.
E non si può fare a meno di pensare che l'Overlook Hotel, nel capolavoro di Kubrick, sia stato iconograficamente ispirato da questo luogo etereo e sospeso, eppure così concreto nel rinchiudere dentro chi lo abita.
Dentro l'albergo i suoi ospiti: vuoti come lo spazio che li circonda. Gli uomini, le cui parole si ripetono vane per i saloni, sembrano i fantocci con la bombetta di Magritte. Le donne, ancora più vuote ma bellissime, sono repliche esatte delle creature dagli occhi spenti dei quadri di Delvaux.
In mezzo a questa umanità replicante la storia di due creature vere, che soffrono e si inseguono fino alla fine.
C'è dell'altro. C'è molto altro in "L'anno scorso a Marienbad". Ma non basterebbero tutte le parole che potrei usare. Un film da vedere, e rivedere, e rivedere. Di una ricchezza eccessiva, e forse fastidiosa, per lo spettattore. Un testo più intelligente del suo lettore.









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17/06/2004

Non ti muovere di Sergio Castellitto (Italia 2004)

La storia di un amor fou sbocciato per due bicchieri di vodka ghiacciata di troppo e cresciuto tra squallide periferie romane, supplì freddi e convegni di chirurgia prostatica.
D'accordo, parliamone seriamente: ma c'è davvero qualcuno che trova interessante un film del genere? La storia è noiosa e banale: un uomo, diviso tra due donne, è costretto a rinnegare il vero amore per la famiglia.
Le situazioni strappalacrime sono al limite della più banale ricerca del drammone. A questo aggiungete la visione angelica-new age di Penelope Cruz senza una scarpa sotto la pioggia e avrete un quadro dell'insieme.
Il VERO NUOVO CINEMA ITALIANO è altrove. Nei Winspeare, nei Martone, nei Garrone, nei Ciprì e Maresco. Non in questo Castellitto che per i primi cinque minuti fa il verso a De Palma e poi ci annoia con lacrimoni facili. Colpa del romanzo (pluripremiato) della Mazzantini, moglie di Castellitto, da cui è tratto?
Adoro Castellitto, in "L'ora di religione" è stato semplicemente eccezionale, e anche qui recita senza risparmiarsi. Ma questo film, no. Proprio no.
In USA ovviamente ne andranno pazzi, andatevi a leggere il commento lasciato da un newyorkese su imdb.com: "Certainly the most original Italian film-making that I've seen since the work of director Federico Fellini in the 50's and 60's" (!!!). Questo, ovviamente, perché negli Stati Uniti il cinema italiano è (solo) Fellini. Poveri loro...







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16/06/2004

IL MANTRA DEI BUONI PROPOSITI POST-ESAME
Devo andare a vedere "Primavera, estate, autunno, inverno... e poi di nuovo primavera". Devo andare a vedere "Primavera, estate, autunno, inverno... e poi di nuovo primavera". Devo andare a vedere "Primavera, estate, autunno, inverno... e poi di nuovo primavera". Devo andare a vedere "Primavera, estate, autunno, inverno... e poi di nuovo primavera". Devo andare a vedere "Primavera, estate, autunno, inverno... e poi di nuovo primavera". Devo andare a vedere "Primavera, estate, autunno, inverno... e poi di nuovo primavera". Devo andare a vedere "Primavera, estate, autunno, inverno... e poi di nuovo primavera". Devo andare a vedere "Primavera, estate, autunno, inverno... e poi di nuovo primavera". Devo andare a vedere "Primavera, estate, autunno, inverno... e poi di nuovo primavera". Devo andare a vedere "Primavera, estate, autunno, inverno... e poi di nuovo primavera". Devo andare a vedere "Primavera, estate, autunno, inverno... e poi di nuovo primavera".

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11/06/2004

Vi presento Joe Black di Martin Brest (USA 1998)

Accetto pigramente le proposte televisive. E decido di vedere questo film, affascinato dall'ennesima rappresentazione cinematografica della morte sotto spoglie antropomorfe. L'idea della morte che decide di prenderesi una vacanza per capire  com'è la vita mi sembra originale. Finché non scopro che Joe Black è il remake di un film del '34. L'idea rimane comunque intrigante. La realizzazione pessima.
Film di un'assoluta e inutile prolissità (180 minuti, neanche Kurosawa). Per giunta una prolissità patinata e piena di fastidiosi errori di sceneggiatura (come fa la morte a non conoscere i proverbi più banali visto che parla tutte le lingue?). Baci patinati, vite patinate, capelli impomatati (quelli di Pitt). Può l'oscura signora avere la faccia da primate sexy-imbronciato di Pitt? Basta questa domanda a smontare l'intero film.
Che resta comunque ottimo se avete voglia di subire un drammone romantico e prolisso, con tanto di finale consolatorio (per carità....).



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09/06/2004

La Jetée di Chris Marker (Francia 1962)

E' la seconda volta che vedo questo lavoro del poco conosciuto documentarista francese e lo trovo sempre splendido.
Un fotoromanzo fantascientifico, che gioca sui paradossi temporali, costruito interamente da una serie di scatti in bianco e nero e da una monocorde voce narrante. Mentre l'umanità post-atomica cerca di salvarsi un prigioniero-cavia è ossessionato da un ricordo. Che nasconde il senso, e "il" fine, della sua vita.
Gilliam lo ho rivoltato per creare lo schizofrenico "L'esercito delle dodici scimmie", ma il film di Marker ha una purezza e una crudezza che altrove è rara.
Lo ripeto: vedetelo assolutamente, è perfetto.




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2046
21 grammi
28 giorni dopo
Ab-normal beauty
Alla ricerca di Nemo
Amores perros
Ankokugai no bijo
L'anno scorso a marienbad
Appuntamento a Belleville
Ashes of time
Audition
Bad guy
Battle royale
Bayside shakedown
Big fish
A bittersweet life
The bow
The bird people in china
Boiling point
Breaking news
Broken flowers
Le buttane
Caché (niente da nascondere)
Il caimano
Il castello errante di howl
Charisma
Collateral
Cure
La città incantata
Cutie honey
Dance of the dead
Darkness
Dark water
The day the pig fell into the well
Dead or alive: hanzaisha
Dead or alive: tôbôsha
Dead or alive: final
Il declino dell'impero americano
Dillinger è morto
Divorzio all'italiana
Il dittatore dello stato libero di bananas
Donnie darko
Dopo il matrimonio
Dopperugengâ
Dumplings
Electric dragon 80000 volts
Eliminate smoochy
Exiled
La fabbrica di cioccolato
Failan
I fantastici 4
Il favoloso mondo di amélie
Ferro 3 - la casa vuota
Un film parlato
Freezer
Fritz il gatto
La foresta dei pugnali volanti
Fudoh: the new generation
Full metal gokudô
Funeral party
Gendai yakuza: hito-kiri yota
Giù per il tubo
Gokudô kyôfu dai-gekijô: Gozu
Gola profonda
The grudge
Hana-bi
Happy together
Harry Potter e il calice di fuoco
Hausu
Hero
A history of violence
Homecoming
Hong Kong express
Horrors of malformed men
Hostel
H.P. Lovecraft's dreams in the witch-house
Hypnosis
Ichi the killer
L'imbalsamatore
Imprint
Gli incredibili
Infection
Infernal affairs
In linea con l'assassino
The Innocents
In the mood for love
Io no
Izo
Ju-on 2
Ju-on: the grudge
Jackie Brown
Jingi naki tatakai
Kill Bill vol.2
King Kong
The king of comedy
Kôrei
Koroshiya 1: The animation episode 0
Kung fu hustle
Il labirinto del fauno
Lady vendetta
La jetée
La moustache
Lavorare con lentezza
Ley lines
Little miss sunshine
Luci nella notte
Lussuria
The manchurian candidate
La marcia dei pinguini
Marebito
Memories of rurder
Miami vice
Milano calibro 9
Mind game
Mirrormask
The mission
My name is Tanino
Monday
Mr. vendetta
Nekojiru sou
Nobody knows
No good deed
Non è un paese per vecchi
Non ti muovere
Nuovomondo
Ogni cosa è illuminata
Oldboy
Open water
Il padre della sposa
Paranoid park
La parola ai giurati
Perfect blue
Per un pugno di dollari
Porco rosso
Premonition
Primavera, estate, autunno, inverno... e poi ancora primavera
The quiet family
Quel pomeriggio di un giorno da cani
Rainy dog
La ragazza del lago
Una relazione privata
Ringu
The Rape of the red temple
Requiem for a dream
Le ricamatrici
Ryeong (dead friend)
La samaritana
The saw - l'enigmista
A scanner darkly
Se mi lasci ti cancello
Shinjuku triad society
Sick girl
Sicko
I Simpson - Il film
Sin city
Society - the horror
Soffio
Il sole
La sposa cadavere
La sposa siriana
Stalker
Steamboy
Still life
La storia del cammello che piange
Suicide club
Lady vendetta
Takeshis'
Tanin no kao (The face of another)
The taste of tea
Team America World Police
Terra di mezzo
The call - non rispondere
Three
Three extremes
Throw down
Time
Un tocco di zenzero
Tokyo Godfathers
Tomie
Tutte le sere alle nove
Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul sesso ma...
Two sisters
Uccidete la colomba bianca
Ultimatum alla terra
L'uomo senza sonno
Uzumaki
Viale del tramonto
Violent cop
Vi presento Joe Black
Visitor Q
La vita è un miracolo
Viva Zapatero
Volcano high
Volver
Wallace & Gromit e la maledizione del coniglio mannaro
Yoidore tenshi
Yôkai daisensô
Yotsuya kaidan
Yuke yuke nidome no shojo