31/05/2004

Jackie Brown di Quentin Tarantino (USA, 1997)

Una crime story che fa il verso al cinema blacksploitation degli anni '70 (Shaft Rules!). La colonna sonora gustosa, funky quanto basta, una fotografia di gran classe, un intreccio che funziona, basato sull'omonimo romanzo di Elmore Leonard.
E poi?
E poi l'intelligneza di Tarantino nello scegliere la giusta inquadratura al momento giusto, sovvertendo quello che ci aspetteremmo (l'omicidio di Beaumont). Punti di vista multipli sullo stesso evento (lo scambio di sacchetti nel camerino), movimenti di macchina che rifanno DePalma (e che accarezzano la sexy Pam Grier) e un gran cast (su cui trionfa uno straordinario Robert Forster stordito da una passione adolescenziale).
Gran film.
Unico difetto? Ogni tanto va un po' troppo per le lunghe. Trenta minuti di pellicola in meno gli avrebbero soltanto fatto un gran bene.





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26/05/2004

KILL BILL vol.2 di Quentin Tarantino (USA 2004)

ATTENZIONE: Il testo che segue è stato scritto in una stato semi-alterato di coscienza ieri notte. Penso sia più interessante di quello che avrei scritto da sobrio. La lettura è consigliata a chi ha già visto il film. Ovviamente sono solo opinioni.

Ci ho pensato. E ripensato. E finalmente ho deciso. La cosa migliore da fare per scrivere qualcosa di sensato su Kill Bill vol. 2 è farlo da (quasi) ubriachi alle 3e54 di notte (chiaramente il post sarà post-datato, ma che importa?). I risultati non potranno che essere sorprendenti (anche per me quando me ne sarò reso conto l'indomani).

Non avevo scritto niente su Kill Bill vol.1 perché l'avevo visto qualche giorno prima della nascita del blog, ergo niente recensione da ripescare negli archivi o da confrontare (magari ne potrebbe spuntare una postuma dopo quella del vol.2, non sarebbe estremamente "tarantiniano"?).

Eccomi finalmente di fronte al ll vol.2, versione originale. La prima impressione che si ha è che Tarantino abbia fatto di necessità virtù, girando una conclusione piena di dialoghi e carente delle prodezze registiche, coreografiche, ecc... del primo volume. Il vol. 2 è innanzitutto un film verboso. Fatto di dialoghi, dialoghi e ancora dialoghi in pieno stile Tarantino ("Le Iene" su tutti). Battute geniali ("inutile come un buco di culo su un gomito") o semplicemente profetiche ("lei merita la sua vendetta. E noi meritiamo di morire"), monologhi rivelatori di mitologie cinematografiche (quello su Superman di Bill è strepitoso) e interrogatori pornografici nel loro palesare le ragioni dei personaggi (quello di Bill a Beatrix). E poi?

E poi ci sono sfilze di citazioni per far contenti tutti i palati cinefili. I film di Hong-Kong degli anni '60-'70 (con i loro personaggi dalle capigliature improbabili e gli zoom insistiti), Leone e il gusto per il primissimo piano (chi era il regista che sosteneva che allo spettatore non interessa vedere i pori degli attori?), il cinema classico hollywoodiano (la Thurman come ultima vera bionda), e così via (esistono migliaia di spoiler su Kill Bill, perché perdere tempo?).

Non solo. Tarantino è più intelligente del suo pubblico. Interpella lo spettatore (scena iniziale), sfrutta il bianco e nero come forma simbolica, spezza la linearità narrativa e i meccanismi classici della suspense con flashback continui. E rende prolisso ciò che è inutile (i dialoghi nel bar dove lavora Budd) e breve ciò che è essenziale (lo scontro finale).

Allora perché non giubilo e non grido al capolavoro? Perché non salto di gioia al solo pensiero di un prequel animato e di un possibile seguito?

Perché TUTTO Kill Bill è freddo. Freddo e celebrale (come molti lavori di Godard, mi verrebbe da dire, se il paragone non fosse quantomeno azzardato).
L'immenso, mastodontico, merito di Tarantino è quello di aver contribuito alla nascita di un cinema veramente postmoderno e citazionista. Pantagruelico e onnivoro. Figlio della cinefilia da vhs e della cultura popolare più bassa. Davanti a questi meriti indubbi chiniamo il capo.

Però permettetemi di dire che quando si tratta di furore, di vero furore, anarchico e violento, preferisco guardare gli originali. That's all folks.



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23/05/2004

Cannes(suno è fesso)

Allora...
Palma d'Oro a Michael Moore per il suo "Fahrenheit 9/11" (la provocazione controllata funziona...).

Migliore attrice Maggie Cheung (oh, giubilo), già bellissima ed eccezionale protagonista di "In the mood for Love" di Won Kar Way, ignorato invece dalla giuria di Cannes con il suo "2046".

Giuria presieduta dal sempre troppo incensato e sopravvalutato Quentin Tarantino (ecco che scateno le orde dei bloggers tarantiniani...). Ma per chi avrà votato Mad Dog Quentin?

Spero per il trascuratissimo "Innocence" di Mamoru Oshii (ecco che dopo l'exploit di "La Città Incantata" il cinema d'animazione scompare di nuovo...). Soprattutto in considerazione del servizietto resogli dalla I.G. productions del caro Mamoru in Kill Bill.
Un Oshii che, a quanto scrivono, sembra essersi ripreso dopo il deludente Avalon (chi lo difende vada a rivedersi Existenz & co.).

Ultimo raggio del sol levante su Cannes: il premio per il miglior attore al quattordicenne Yagira Yuya per "Nobody Knows" di Kore-eda Hirokazu. Solita domanda: verrà distribuito in Italia? (ma si... dai... ha vinto a Cannes... almeno questo... insomma....)














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19/05/2004

Eliminate Smoochy di Danny DeVito (USA /UK /Germania 2002)

Rainbow Randolph (Robin Williams), corrotto presentatore di tv-show per bambini, viene licenziato dopo uno scandalo di mazzette. Sarà sostituito da Sheldon Mopes, intrattenitore no-global trevestito da Smoochy il rinoceronte, interpretato da un divertentissimo Edward Norton. La frustrazione di Randolph, e la malavita che ruota attorno all'ambiente televisivo, renderanno la vita di Smoochy davvero difficile.

E' dagli anni '80 che Danny DeVito, il piccolo grande attore della Hollywood contemporanea, si diletta dietro la macchina da presa.
Raccogliendo la pesante eredità della black comedy americana DeVito mescola sapientemente la cattiveria e il demenziale, con uno stile che spesso eguaglia il ritmo sgangherato dei vecchi cartoon della Warner ("La guerra dei Roses", "Getta la mamma dal treno").
"Eliminate Smoochy" è un'ulteriore conferma della passione di DeVito per la commedia nera. Questa volta il bersaglio della sua ironia acida è il mieloso mondo della tv per ragazzi, con tutta la corruzione e la follia che lo circonda. DeVito mette sullo schermo una commedia demenziale e divertente, piena di situazioni paradossali al limite del verosimile e affollata da personaggi-macchietta davvero riusciti (i mafiosi irlandesi, o la malavita dietro le organizzazioni di beneficenza).
Coloratissimo, cattivo e pungente. Un film riuscito, e con un'ottima regia, sull'altra faccia dello show-business (e di Hollywood per proiezione). Peccato che in Italia, dopo l'insuccesso negli Stati Uniti, sia praticamente passato sotto silenzio, per colpa di una distribuzione invisibile e silenziosa. In questi giorni lo trasmettono su SkyCinema3.




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17/05/2004

Bowling a Fahrenheit
Nessuno lo ha ancora visto, ma è già il caso dell'anno.
Parlo ovviamente del nuovo film di Micheal Moore, provocatorio (e provocante, con tutti quei chili da pasciuto figlio della provincia americana) regista del già esplosivo Bowling a Columbine.
Di Fahrenheit 9/11, questo il titolo del nuovo lavoro di Moore, si sa soltanto che ha galvanizzato il pubblico di Cannes, che è un documentario al vetriolo sull'America post undici settembre di Bush, e che è stato già accusato di inaccuratezza (da parte di chi non l'ha nemmeno visto, sottolinea Moore...).
In attesa dell'uscita in Italia la salivazione comincia già ad aumentare...





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16/05/2004

Le buttane di Aurelio Grimaldi (Italia 1994)

Quattro storie di prostituzione che si intrecciano in una Palermo solitaria e disperata. Quattro storie che Grimaldi (regista del vergognoso Il macellaio con Alba Parietti) racconta indeciso tra la commedia e il dramma, fra la ricerca di verità e uno spiccato estetismo cinefilo.
Un film strano. Da un lato il bianco e nero raffinato e il realismo pasoliniano lo rendono artificioso, dall'altro le storie semplici e il dialetto lo avvicinano a una ricerca antropologica.
Un'ambiguità che affascina lo spettatore, catturato anche dalla crudezza e dalla brutalità (programmatiche, dirà qualcuno) delle immagini. Grimaldi non si fa problemi e mettere in discussione il realismo dell'intero film con l'inquadratura finale.
Ottime le interpreti, la Sardo è perfetta come sempre (ve la ricorderete sicuramente come madre di Peppino Impastato in I cento passi).
Uno spaccato interessante sul cinema Siciliano degli anni '90. Agli antipodi (o nello stesso emisfero?) del cinema cinico di Ciprì & Maresco.





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13/05/2004

Electric Dragon 80000 volts di Sogo Ishii (Giappone 2001)

Due espressioni mi infastidiscono quando si parla di cinema, perché ampiamente abusate. La prima è “talento visionario”, la seconda è “delirio visivo”. Bene, detto ciò affermo candidamente che questo film è un delirio visivo in pure stile post-tsukamoto.

Electric Dragon è il racconto allucinato dello scontro di due superfreak: Dragon Eye e Thunderbolt Buddha. Il primo, colpito da bambino da una scarica elettrica di 80000 volts, si è trasformato in un uomo elettrico capace di parlare con i rettili. Il secondo invece, nemesi naturale di Dragon Eye, racchiude in sé l’energia del fulmine e gira per Tokyo con mezza maschera del Buddha sul volto.

Detta così sembra la trama idiota di un manga cyberpunk. E in effetti lo è. Sogo mescola lo Tsukamoto di Tetsuo (1 e 2 soprattutto) al mondo dei manga, realizzando un film semi sperimentale sulla diversità e la violenza ancestrale radicata nell’uomo. E lo fa girando in un bianco e nero pulito ed elegante, con un montaggio clipposo, e alcune trovate narrative esilaranti (gli ideogrammi urlati con enfasi dalla voce narrante che sostituiscono i dialoghi e commentano la storia) Nonostante tutta la frenesia e il fascino di certe trovate resta però l'impressione di guardare il clone elttrico di Tetsuo 2. Peccato...



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09/05/2004


Visto che siamo in tema di splatter trashiosi vi posto la locandina di una simpatica horror-comedy tedesca, spero vi piaccia... ;)


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07/05/2004

Imperdibile fuoriorario...

Domani notte la Ghezzi Factory ci fa due gran regali...

Il primo è "A MORTE HOLLYWOOD!", ultimo lavoro distribuito in Italia del mestro del punk-trash John Waters. Delirio cinematografico su un gruppo di cinefili terroristi in lotta contro il cinema commerciale (che poi è anche il mio progetto di vita...)

Il secondo è uno splatter esageratamente trash del 1985 trasmesso in tv per la prima volta (!!): STUFF IL GELATO CHE UCCIDE. Vi lascio il piacere di scoprire da soli questo piccolo gioiello low-budget.
In compenso vi posto a sinistra la locandina con uno dei claim più belli nella storia del cinema horror...

...laddove la lezione anti-consumistica degli zombi di Romero non era bastata ci pensa The Stuff!! Vero, Cioccolatino Charlie? ^_^














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02/05/2004

Je vous salue, Jean-Luc

E' ufficiale da un po' di tempo ma non l'avevo ancora segnalato. Il regista francese più antinarrativo e intellettuale partorito dai Cahiers presenterà fuori concorso a Cannes il suo nuovo film. Film ispirato, almeno nella struttura, alla Divina Commedia di Dante.


...come al solito il buon vecchio Jean-Luc si prende troppo sul serio...










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2046
21 grammi
28 giorni dopo
Ab-normal beauty
Alla ricerca di Nemo
Amores perros
Ankokugai no bijo
L'anno scorso a marienbad
Appuntamento a Belleville
Ashes of time
Audition
Bad guy
Battle royale
Bayside shakedown
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A bittersweet life
The bow
The bird people in china
Boiling point
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Broken flowers
Le buttane
Caché (niente da nascondere)
Il caimano
Il castello errante di howl
Charisma
Collateral
Cure
La città incantata
Cutie honey
Dance of the dead
Darkness
Dark water
The day the pig fell into the well
Dead or alive: hanzaisha
Dead or alive: tôbôsha
Dead or alive: final
Il declino dell'impero americano
Dillinger è morto
Divorzio all'italiana
Il dittatore dello stato libero di bananas
Donnie darko
Dopo il matrimonio
Dopperugengâ
Dumplings
Electric dragon 80000 volts
Eliminate smoochy
Exiled
La fabbrica di cioccolato
Failan
I fantastici 4
Il favoloso mondo di amélie
Ferro 3 - la casa vuota
Un film parlato
Freezer
Fritz il gatto
La foresta dei pugnali volanti
Fudoh: the new generation
Full metal gokudô
Funeral party
Gendai yakuza: hito-kiri yota
Giù per il tubo
Gokudô kyôfu dai-gekijô: Gozu
Gola profonda
The grudge
Hana-bi
Happy together
Harry Potter e il calice di fuoco
Hausu
Hero
A history of violence
Homecoming
Hong Kong express
Horrors of malformed men
Hostel
H.P. Lovecraft's dreams in the witch-house
Hypnosis
Ichi the killer
L'imbalsamatore
Imprint
Gli incredibili
Infection
Infernal affairs
In linea con l'assassino
The Innocents
In the mood for love
Io no
Izo
Ju-on 2
Ju-on: the grudge
Jackie Brown
Jingi naki tatakai
Kill Bill vol.2
King Kong
The king of comedy
Kôrei
Koroshiya 1: The animation episode 0
Kung fu hustle
Il labirinto del fauno
Lady vendetta
La jetée
La moustache
Lavorare con lentezza
Ley lines
Little miss sunshine
Luci nella notte
Lussuria
The manchurian candidate
La marcia dei pinguini
Marebito
Memories of rurder
Miami vice
Milano calibro 9
Mind game
Mirrormask
The mission
My name is Tanino
Monday
Mr. vendetta
Nekojiru sou
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No good deed
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Non ti muovere
Nuovomondo
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Primavera, estate, autunno, inverno... e poi ancora primavera
The quiet family
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La ragazza del lago
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Ringu
The Rape of the red temple
Requiem for a dream
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Ryeong (dead friend)
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Se mi lasci ti cancello
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