(will not be corrupted by tumblr)

12/05/2008

Era una casino che non ti si vedeva



Se vi stavate chiedendo che fine avesse fatto la bellissima Eihi Shiina, ospite fissa dei vostri incubi erotico-masochisti più estremi dopo Audition, ora lo sapete.
Ma c'è già chi ne parla (giustamente) male.

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04/05/2008

Steamboy di Katsuhiro Ôtomo (Jap, 2004)



Un giovane inventore, che vive alla periferia della Londra vittoriana, riceve dal nonno (anche lui inventore) un misterioso pacco. Il contenuto, una potente fonte d'energia chiamata Steamball, fa però gola a una organizzazione che bussà alla porta del giovane. E a Rei non resterà che fuggire alla ricerca del nonno, mentre inizierà a scoprire i poteri del manufatto.

A volte, purtroppo, non bastano 2.000 animatori che lavorano incessantemente 24 ore su 24. Perché se l'idea non è buona, e la sceneggiatura è anche peggio, il risultato non lo garantirà certo la tecnica.
Ecco, è duro da dire, soprattutto da parte di chi come me ha adorato i precedenti lavori (in tutti i formati) di Ôtomo, ma Steamboy è davvero, davvero, una delusione. Sì, l'ambientazione è favolosa. L'animazione è eccellente. Le macchine volanti steampunk sembrano uscite dai sogni di un meccanico vittoriano in acido. Ma tutto il resto non è all'altezza. E Steamboy arranca: arranca dietro una sceneggiatura un po' banalotta, arranca dietro personaggi piatti. Arranca dietro dei dialoghi che, francamente, ti verrebbe voglia di picchiare chi li ha scritti ("Ah, la scienza! La scienza! E l'uomo! E il potere!"). Triste dover scrivere così dell'ultimo lavoro di un autore che, con Akira, costruiva il cyberpunk mentre William Gibson aveva appena iniziato a immaginarlo per noi.

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24/04/2008

Quel pomeriggio di un giorno da cani di Sidney Lumet (Usa, 1975)



Un uomo organizza un colpo in banca per pagare l'operazione al suo amante che vuole cambiare sesso. Ma la polizia arriva prima della fuga: e quella che doveva essere una rapina "fuori in sessanta secondi" si trasforma nella più lunga diretta televisiva nella storia della cronaca nera americana.

C'è tutta la nevrosi, la confusione e la disperazione degli anni '70 americani nello sguardo che Al Pacino sfoggia con fierezza quando urla alla folla fuori dalla banca di Quel pomeriggio di un giorno da cani. Basato su un fatto di cronaca realmente accaduto, il film di Lumet mette in scena le gesta di John Wojtowicz e la rapina che il 22 agosto 1972 tenne Brooklyn, e mezza America collegata in diretta tv, con il fiato sospeso.
Unità di luogo, di azione e (quasi) di tempo: tre condizioni sotto le quali Lumet ha già dimostrato, anni prima e con Peter Fonda, di saper lavorare magistralmente. E anche qui la celluloide si trasforma in miracolo: regia netta, complusiva e sapiente. Attori straordinari. E svariate decine di premi a seguire.
Ma Quel pomeriggio di un giorno da cani, oltre che una raffinata rilfessione sul circo mediatico all'opera, è innanzitutto un thriller teso e misurato, come solo i grandi capolavori sanno essere. E, come i grandi capolavori, riesce a scavare dentro psicologie e sentimenti dei personaggi con la delicatezza di chi ha molto da dire. Splendido.

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18/04/2008

Perfect blue di Satoshi Kon (Jap, 1997)



Mima, una giovane idol giapponese, lascia il mondo della musica per una poco promettente carriera come attrice. Presto le persone che lavorano intorno a lei inizieranno a morire. E lei capirà che qualcuno non ha gradito la scelta.

Di thriller psicologici animati, in circolazione, non ce ne sono molti. E basterebbe la rarità del prodotto per una visione. Ma Perfect blue merita la vostra attenzione al di là di mere questioni accidentali. Perché il primo lungometraggio animato di Satoshi Kon, ispirato da un romanzo di Yoshikazu Takeuchi, è un thriller sapientemente concentrato sul tema del doppio e del successo a tutti i costi.
Dovremmo ringraziare il terremoto, che nel '95 ne impedì la realizzazione in film, se oggi possiamo gustarci (anche in italiano, per i più pigri) una delle opere di animazione giapponese più interessanti del decennio scorso. Kon, al suo esordio, mostra già la sua mano: mescolando sapientemente realtà, sogno, immaginazione e finzione scenica. Molti anni dopo, abbattutta ogni soglia di realismo, l'approdo non potrà che essere il viaggio di Paprika.

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09/04/2008

Tokyo Godfathers di Satoshi Kon (Jap, 2003)



Un gruppo di tre barboni malamente assortito (un uomo di mezza età, un gay e una ragazzina scappata di casa) trovano un neonato nell'immondizia alla vigilia di Natale. Invece di riportarlo alla polizia si imbarcheranno in una frenetica ricerca per riportare il piccolo alla madre.

Per fortuna, ogni tanto, capita che qualche distributore italiano si accorga che il cinema di animazione non è per forza una roba da preadolescenti. E provi a portare nelle sale italiane un prodotto di animazione pensato, scritto e diretto per chi ha più di dodici anni. Se poi quel prodotto è un lavoro di uno dei maestri dell'animazione giapponese contemporanea, lo spettatore è anche fortunato.
Tokyo Godfathers, terza prova alla regia del giustamente distribuito Satoshi Kon, è una piccola e preziosa commedia di Natale. Una lunga galoppata, stile Fuori orario (il film di Scorses, mica Ghezzi), che avrebbe tutti gli elementi per diventare sdolcinata e patetica (bimbo nei rifiuti, barboni, vigilia di Natale), ma che invece riesce a essere un lavoro pieno di ritmo e gag azzeccate.
Dietro la patina di una commedia allegrotta e leggera, come se non bastasse, Kon costringe lo spettatore a riflettere sul dramma sociale che opprime migliaia di giapponesi, finiti per le strade di Tokyo perché incapaci di adattarsi a un capitalismo tanto frenetico quanto spietato. La mano dell'autore, anche stavolta, si riconosce: nei tanti piccoli tocchi surreali e onirici che incrinano spesso la veridicità della narrazione. Per poi essere ricondotti alla realtà dei fatti (la "fata" che salva uno dei barboni, dopo qualche minuto, si dimostrerà solo un travestito).
Dopo il "piccolo" successo nelle sale italiane del 2004, Kon ha avuto la fortuna di essere distribuito ancora nel Belpaese. O piuttosto: quella fortuna l'abbiamo avuto noi. Che con Paprika, finito in concorso a Venezia (!!!), abbiamo visto una delle più deliranti odissee animate mai arrivate sul grande schermo.

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31/03/2008

Ispirazioni



Come non voler vedere un film che gode di un tale screenshot?

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28/03/2008

Still life (Zhang Ke Jia, China-HK 2006)



Un minatore arriva nel villaggio di Fengije, inondato per volontà dello Stato, alla ricerca dell'ex moglie bambina che non vede da anni. Intanto anche una donna fa lo stesso viaggio, alla ricerca del marito fedifrago e assente. Le due coppie si ritroveranno, solo una di ricomporrà.

Il Leone d'Oro 2006 al Festival del Cinema di Venezia è una sonora delusione. Perché va bene il coraggio di mostrare una Cina allo sbando: rurale, ma già postindustriale. Postatomica, quasi, vista la desolazione che alberga tra la distruzione che si autoinfligge. Ma il neorealismo, a tratti magico, in salsa Shanxi del giovane regista cinese lascia davvero il tempo che trova. E il tempo, in questo film, è davvero troppo. Still Life è lento, lento, lento. E la lentezza non porta da nessuna parte, al contrario di quanto avviene in altri registi asiatici più talentuosi. Zhang Ke Jia, forse, vorrebbe un po' essere Antonioni. Non lo è. Gli va riconosciuto, comunque, un talento particolare per la composizione dell'inquadratura: difficilmente banale, quasi sempre da contemplare come lo scatto di un reporter magnum. Non basta, purtroppo, a salvare un film.

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25/03/2008

Horrors of malformed men (Teruo Ishii, Jap 1969)



"Voglio che tu costruisca una statua di un dio dalla testa equina che protegga quest'isola. Avrà tre teste ed undici code. Dev'essere coronata dalla testa di un cavallo vivo. E' il mio sogno, da 30 anni. Usa carne umana per costruirla".

Un giovane chirurgo si ritrova intrappolato in un'istituto di igiene mentale. Riuscire a evadere e tenterà di riscoprire il suo passato con l'aiuto di una ragazza incontrata per strada. Dopo aver scoperto da un quotidiano che un uomo a lui identico è morto, ne prenderà il posto: vivendone la vita lussuosa fino ad approadare all'isola di proprietà del padre di quest'ultimo. Dove scoprirà finalmente le ragioni del suo viaggio.

Chiunque si avvicinasse a Horrors of malformed men attirato dalla sua fama di film maledetto, rimarrebbe deluso. Per una semplice ragione: se il film di Ishii è stato praticamente bandito in Giappone fino ai giorni nostri non è per l'oltraggiosità delle sue immagini, né per la crudezza delle torture che mette in scena. Ishii stesso ha fatto ben di peggio in altri lavori, senza subire il boicottaggio dei censori.
Ciò che ha reso Horrors of malformed men un film proibito, piuttosto, è la rappresentazione esplicita, disincantata e un po' rabbiosa della deformità postatomica che condannò due intere prefetture giapponesi alla fine del secondo conflitto mondiale. A poco più di vent'anni dalla bombe sganciate sul giappone dagli alleati, Ishii sbatte in faccia i propri concittadini deformità mostruose molto simili a quelle causate dalle bombe degli alleati. Evita sapientemente di parlare di atomica, ma affida il messaggio alla danza Butoh che anima i suoi personaggi: genere nato nel secondo dopoguerra proprio per rappresentare spasmi e angosce delle vittime atomiche.
L'equazione, in patria, l'hanno fatta in fretta. E il film di Ishii è stato chiuso negli archivi per anni. Vederlo ora riesce ancora a stupire, e molto, per la potenza della sua rappresentazione, che mescola danza Butoh, psichedelia, thriller e horror, in quello che giustamente può essere considerato uno dei film chiave del genere ero goru nansensu. Japanxploitation, per intenderci. Horrors of Malformed Men è già Jodorowsky, un anno prima di El Topo. Ma è anche il film di chi ha già visto i jump-cut e le macchine a mano della nouvelle vague da poco nata in Europa.
Non ci sono vie di mezzo. Dopo aver seguito la lunga odissea visiva messa in scena da Ishii le strade sono due: vi alzerete un po' disgustati, pensando di aver visto il film più stupido, incoerente e malato che sia mai finito nella vostra videoteca. Oppure vi alzerete sorridenti, perché avete appena assistito al viaggio cinematografico più assurdo, eccessivo ed affascinante, che la cinematografia giapponese ci abbia mai regalato.

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22/03/2008

CULT CULT CULT (!!!)

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20/03/2008

A matter of physics, dear!

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2046
21 grammi
28 giorni dopo
Ab-normal beauty
Alla ricerca di Nemo
Amores perros
Ankokugai no bijo
L'anno scorso a marienbad
Appuntamento a Belleville
Ashes of time
Audition
Bad guy
Battle royale
Bayside shakedown
Big fish
A bittersweet life
The bow
The bird people in china
Boiling point
Breaking news
Broken flowers
Le buttane
Caché (niente da nascondere)
Il caimano
Il castello errante di howl
Charisma
Collateral
Cure
La città incantata
Cutie honey
Dance of the dead
Darkness
Dark water
The day the pig fell into the well
Dead or alive: hanzaisha
Dead or alive: tôbôsha
Dead or alive: final
Il declino dell'impero americano
Dillinger è morto
Divorzio all'italiana
Il dittatore dello stato libero di bananas
Donnie darko
Dopo il matrimonio
Dopperugengâ
Dumplings
Electric dragon 80000 volts
Eliminate smoochy
Exiled
La fabbrica di cioccolato
Failan
I fantastici 4
Il favoloso mondo di amélie
Ferro 3 - la casa vuota
Un film parlato
Freezer
Fritz il gatto
La foresta dei pugnali volanti
Fudoh: the new generation
Full metal gokudô
Funeral party
Gendai yakuza: hito-kiri yota
Giù per il tubo
Gokudô kyôfu dai-gekijô: Gozu
Gola profonda
The grudge
Hana-bi
Happy together
Harry Potter e il calice di fuoco
Hausu
Hero
A history of violence
Homecoming
Hong Kong express
Horrors of malformed men
Hostel
H.P. Lovecraft's dreams in the witch-house
Hypnosis
Ichi the killer
L'imbalsamatore
Imprint
Gli incredibili
Infection
Infernal affairs
In linea con l'assassino
The Innocents
In the mood for love
Io no
Izo
Ju-on 2
Ju-on: the grudge
Jackie Brown
Jingi naki tatakai
Kill Bill vol.2
King Kong
The king of comedy
Kôrei
Koroshiya 1: The animation episode 0
Kung fu hustle
Il labirinto del fauno
Lady vendetta
La jetée
La moustache
Lavorare con lentezza
Ley lines
Little miss sunshine
Luci nella notte
Lussuria
The manchurian candidate
La marcia dei pinguini
Marebito
Memories of rurder
Miami vice
Milano calibro 9
Mind game
Mirrormask
The mission
My name is Tanino
Monday
Mr. vendetta
Nekojiru sou
Nobody knows
No good deed
Non è un paese per vecchi
Non ti muovere
Nuovomondo
Ogni cosa è illuminata
Oldboy
Open water
Il padre della sposa
Paranoid park
La parola ai giurati
Perfect blue
Per un pugno di dollari
Porco rosso
Premonition
Primavera, estate, autunno, inverno... e poi ancora primavera
The quiet family
Quel pomeriggio di un giorno da cani
Rainy dog
La ragazza del lago
Una relazione privata
Ringu
The Rape of the red temple
Requiem for a dream
Le ricamatrici
Ryeong (dead friend)
La samaritana
The saw - l'enigmista
A scanner darkly
Se mi lasci ti cancello
Shinjuku triad society
Sick girl
Sicko
I Simpson - Il film
Sin city
Society - the horror
Soffio
Il sole
La sposa cadavere
La sposa siriana
Stalker
Steamboy
Still life
La storia del cammello che piange
Suicide club
Lady vendetta
Takeshis'
Tanin no kao (The face of another)
The taste of tea
Team America World Police
Terra di mezzo
The call - non rispondere
Three
Three extremes
Throw down
Time
Un tocco di zenzero
Tokyo Godfathers
Tomie
Tutte le sere alle nove
Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul sesso ma...
Two sisters
Uccidete la colomba bianca
Ultimatum alla terra
L'uomo senza sonno
Uzumaki
Viale del tramonto
Violent cop
Vi presento Joe Black
Visitor Q
La vita è un miracolo
Viva Zapatero
Volcano high
Volver
Wallace & Gromit e la maledizione del coniglio mannaro
Yoidore tenshi
Yôkai daisensô
Yotsuya kaidan
Yuke yuke nidome no shojo